Autore: admin

La locandina del 1925

Il programma è esplicito, non c’è ancora traccia del nome ‘Bigolada’ ed il manifesti si presenta come un caloroso invito a venire a Castel d’Ario, dato che reca in grassetto e a caratteri molto alti “Dove vai caro pedone! (…) FERMATI in quei di CASTEL D’ARIO, ottava meraviglia del mondo”.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1925
luogoCastel d'Ario
titoloLa locandina del 1925
descrizioneLa festa è aperta a tutti, casteldariesi e non

La locandina del 1924

Il nome ‘Bigolada’ non è ancora stato attribuito, nel 1924 si chiameranno ‘Straordinari Festeggiamenti’ del Primo di Quaresima, mercoledì 5 marzo. Il programma, pieno di umorismo e più o meno simpatiche sbruffonerie, imita in parte quello del 1885 senza però alcun cenno di tipo antiquaresimale.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1924
luogoCastel d'Ario
titoloLa locandina del 1924
descrizioneGli 'straordinari festeggiamenti' possono avere inizio

La Voce di Mantova, 13 febbraio 1923

Tra lazzi, frizzi e iperboli del tempo, leggiamo finalmente che sulla piazza, in quello che viene definito un pubblico banchetto, verranno distribuiti quintali di bigoli (si parla di dieci, ma si tratta delle solite esagerazioni carnevalesche, occorreranno altri settant’anni per arrivare ai dieci quintali) e inoltre polenta e aringhe a volontà.

Foto anni ’70

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1923
luogoCastel d'Ario
titoloLa Voce di Mantova, 13 febbraio 1923
descrizioneL'articolo descrive brevemente il 'pubblico banchetto'

La ricetta

Ingredienti
– bigoli
– sarde fresche
– 2 spicchi d’aglio
– olio d’oliva extra vergine

Procedimento
Mettete in una pentola un po’ di olio d’oliva con l’aglio tritato finemente, lasciare imbiondire ma non troppo. Aggiungete le sarde fresche, precedentemente lavate, tolte le lische, tritare finemente. Rosolate il composto senza mai raggiungere la piena cottura che si otterrà solo saltando i bigoli. Nel frattempo mettete a bollire la pasta senza arrivare alla completa cottura. Versate la pasta al dente nella padella e saltare il tutto con il composto di sarde e bagnate con un po’ di olio extra vergine d’oliva.

nome file6-1974-e1511970030286.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
dataFoto anni '70
luogoCastel d'Ario
titoloLa ricetta
descrizionePochi ingredienti e semplici passaggi per una gustosa ricetta

La prima Bigolada

Una riproduzione fotografica di Anselmo Remondini, che si presenta molto sgranata, mostra cinque persone con grembiule bianco attorno a dei paioli con delle fascine di legna a terra. Sullo sfondo si intravedono gli edifici che fiancheggiano la piazza fino al municipio, che si distingue per la caratteristica forma dei comignoli. Sul retro Remondini scrive che la foto riproduce la festa di mercoledì 18 febbraio 1920 primo giorno di Quaresima e che in tale giornata è stata eseguita la cottura degli spaghetti nella piazza vicino ai portici. Annota pure che l’anno precedente, il 5 marzo 1919, sempre mercoledì delle Ceneri, si era festeggiato con polenta, aringhe e baccalà.

nome fileprima-Bigolada-1920-e1511879078204.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1920
luogoCastel d'Ario
titoloLa prima Bigolada
descrizioneLa prima edizione della Bigolada con cinque cuochi, i paioli e le fascine di legna a terra

Anselmo Remondini (1913 – 1993)

Casteldariese puro sangue, i cui antenati datano in paese almeno da inizio Seicento, ha lasciato fotografie e lunghi elenchi manoscritti di persone del primo Novecento, contenenti dati biografici essenziali ma introvabili su altri documenti.

nome fileFoto-Scheda-9-Anselmo-Remondini-e1511879018387.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
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dataAnni '70
luogoCastel d'Ario
titoloAnselmo Remondini (1913 - 1993)
descrizioneLa memoria fotografica casteldariese del Novecento

Don Doride Bertolini e la musa paisana con li fransi

La Musa Paisana è una raccolta di liriche pubblicate nel 1910 da Anfibio Rana, pseudonimo di Don Doride Bertoldi, prete singolare e bizzarro di Villagrossa, non stimato dalla gerarchia ma intimamente legato alla campagna e ai contadini, al loro mondo di terre e acque di cui le rane erano la voce, il concerto che accompagnava la fatica quotidiana dell’uomo. Nel 1910 dà alle stampe La Musa Paisana e nel 1923 pubblica La Musa Paisana con li fransi, dedicandola a Ivanoe Fossati, direttore del quotidiano La Voce di Mantova. La sua è la Musa popolare, la Musa pescadora che tut al dì la bagola in risera – che tutto il giorno chiacchiera nella risaia. Al pretin di Villagrossa non mancava la conoscenza della cultura classica e neppure una solida competenza prosodica, eppure sceglie di scrivere nel suo dialetto, quello parlato dai suoi parrocchiani. I suoi componimenti meditano su fatti e luoghi dei personaggi del suo borgo, sulle dispute politiche, opere di denuncia che ci offrono un limpido spaccato di vita, uno specchio di quel tempo, una testimonianza ostinata delle nostre radici.

nome fileDon-Doride-2-e1511878887813.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
dataAnni '20
luogoCastel d'Ario
titoloDon Doride Bertolini e la musa paisana con li fransi
descrizioneAnfibio Rana, pseudonimo di Don Doride Bertoldi

La Provincia di Mantova, 15 febbraio 1904

“Il giorno 28 corrente nel locale della Società operaia di Previdenza sarà tenuto un banchetto, di circa ottanta coperti, per protestare contro l’invasione del partito clericale. La tangente è fissata in L. 1,25. Le sottoscrizioni si ricevono a tutto il 17 presso Gobetti Giovanni. Prima del banchetto, il compagno Enrico Dugoni, direttore della N. Terra, terrà in piazza una pubblica conferenza sul tema ‘Clericalismo e socialismo’. È ammesso il contradditorio”.

nome file12-e1511964866901.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1904
luogoCastel d'Ario
titoloLa Provincia di Mantova, 15 febbraio 1904
descrizioneEmerge lo spirito rivoluzionario della festa

La Provincia di Mantova, 14 febbraio 1902

“Casteldario 13 – Il primo giorno di Quaresima nella nostra piazza doveva aver luogo il tradizionale divertimento consistente in cuccagne, giuoco delle pignatte, scherzo della padella, corso umoristico ed altri divertimenti, il tutto rallegrato dal nostro bravo Concerto Musicale, ma causa la pioggia la cosa andò fallita. Con tutto ciò vi fu grande concorso di popolo. Il Comitato ha protratto il trattenimento a domenica 16 and. nelle ore pomeridiane. Si prevede che accorreranno molti spettatori essendovi anche nella sera stessa Opera buffa nel Teatro Previdenza”.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1902
luogoCastel d'Ario
titoloLa Provincia di Mantova, 14 febbraio 1902
descrizioneLa festa viene rimandata causa maltempo

La Provincia di Mantova, 1 marzo 1900

“Anche da noi il carnevale passò senza incidenti, anzi fu più allegro del solito. Così il primo giorno di Quaresima”. I festeggiamenti, par di capire, continuano in qualche modo anche il mercoledì delle Ceneri. Segue una descrizione della festa e un riferimento ai poveri del paese: “In mezzo a tanta festa non furono dimenticati i poveri del paese: venne distribuito abbondantemente a tutti polenta e saracche”.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1900
luogoCastel d'Ario
titoloLa Provincia di Mantova, 1 marzo 1900
descrizioneIndicazioni sulla distribuzione ai poveri del paese