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Tazio Nuvolari (1892 – 1953)

Tazio Giorgio Nuvolari, nato a Castel d’Ario il 16 novembre 1892, è passato alla storia dello sport come uno dei più grandi piloti di ogni tempo. Su due ruote ottenne 69 vittorie, 1 titolo di Campione d’Europa (1924), 2 titoli di Campione d’Italia (1924 e 1926), 3 primati internazionali di velocità. In 8 occasioni, in sella alla monocilindrica con cui conquistò i suoi maggiori successi, la Bianchi 350, riuscì a battere anche tutti gli avversari alla guida di moto di 500 centimetri cubi. L’affermazione in campo automobilistico richiese tempo e tenacia. Dopo che si fu imposto in alcune gare correndo in proprio, ottenne dall’Alfa Romeo una vettura ufficiale per la Mille Miglia del 1930, che lo vide dominare a tempo di primato, a più di 100 km di media oraria. Il suo albo d’oro automobilistico comprende 92 primi posti, un’affermazione nel Campionato d’Europa del 1932, 3 titoli di Campione italiano assoluto (1932, 1935, 1936), 2 primati internazionali di velocità. Morì a Mantova l’11 agosto 1953.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
dataAnni '40
luogoCastel d'Ario
titoloTazio Nuvolari (1892 - 1953)
descrizione'Il più grande pilota del passato, del presente e dell’avvenire' secondo Ferdinand Porsche

Il Baccanale

Il manifesto viene pubblicato sul numero 8 de Il Pellagroso. La data prevista per la festa è il 22 febbraio 1885, prima domenica di Quaresima. L’invito è esplicito: “Venite nel Paese dei dannati profanatori della quaresima; l’inferno è aperto anche per voi”. Lo scopo, profanare la Quaresima, è messo dunque in bell’evidenza, non più sottinteso come anni prima, anche se il resto del manifesto è una roboante sfilza di esagerazioni scherzose. Il programma della festa, esposto in 10 punti, prevede la sfilata di cinque carri e di carrozze di gala, la presenza di due cuccagne e di una squadra di ‘fantini’ (coloro che dovevano salire sulle cuccagne). Si proseguirà con il Veglione e si terminerà all’alba con il “getto di dollari per la piazza: indi gambe in ispalla e ritorno alle proprie case”.

nome filebaccanale-1885-e1511964407636.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1885
luogoCastel d'Ario
titoloIl Baccanale
descrizioneEmerge la natura laica della festa che si svolge il primo giorno di Quaresima

Il Pellagroso

Edito a Castel D’Ario dal 28 Dicembre 1884 al 22 Marzo 1885, fondato e diretto dal maestro Tito Melesi. Dopo il tredicesimo numero il foglio fu costretto a sospendere definitivamente le pubblicazioni a causa dell’arresto del suo direttore, accusato di aver contribuito a organizzare gli scioperi dei braccianti mantovani. Il titolo del periodico è accompagnato da una vignetta raffigurante un bracciante circondato dagli strumenti del suo lavoro, in mano ha una fetta di polenta e una scodella d’acqua, come si legge sui due oggetti, a significare le cause della piaga che affliggeva i lavoratori in quel periodo. Il Pellagroso denuncia i problemi della società, invoca il genio dell’umanità che doveva condurre al sospirato lido della fratellanza. Il giornale pubblica settimanalmente, nella quarta pagina, il bollettino della Borsa del Pellagroso, cioè dei prezzi delle derrate.

nome filePellagroso-1884-e1511964063747.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1884
luogoCastel d'Ario
titoloIl Pellagroso
descrizioneGiornale popolare, amministrativo, politico.

La Gazzetta di Mantova, 27 febbraio 1884

“Il Carnevale è finito. Chi se n’è accorto? Solo i frequentatori di feste e veglioni; gli altri, la gran massa, che godono il carnevale sulla pubblica via… non se ne sono accorti di certo”.
E così i mantovani si son dovuti recare a Marmirolo “non potendo fare la rassegna del Carnevale di Mantova abbiamo fatto quella… di Marmirolo”.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1884
luogoMantova
titoloLa Gazzetta di Mantova, 27 febbraio 1884
descrizioneIl Carnevale e Mantova

La fiera d’agosto

La Fiera d’Agosto, che occupa quattro giorni comprensivi della penultima domenica del mese, ha origini antiche. A Castel d’Ario la patrona è Santa Maria Assunta, titolare della chiesa parrocchiale: chiesa che esiste almeno a partire da inizio Quattrocento (l’edificio attuale è però di metà Settecento). Ma la Fiera nesce vario tempo dopo, per trovare informazioni precise bisogna arrivare al Settecento, quando risulta essere ormai tradizione la Fiera come festa profana: continuazione di quella religiosa, ma spostata a una data successiva per ragioni di convenienza. Sino alla fine del Settecento, la Fiera si tiene nella Piazza dell’Olmo (attuale Piazza Garibaldi), il Comune paga l’allestimento dei quartieri per i soldati che devono sorvegliare di giorno l’afflusso di espositori e visitatori e di notte l’incolumità delle mercanzie per tutta la durata della Fiera, sospesa solo in caso di epidemie. Nel primo Ottocento, sotto il governo austriaco, vengono stabilite regole precise, è sempre organizzata dal Comune e dura di solito quattro giorni, inclusa la domenica. A partire dall’unità di Italia, la Fiera perde ogni legame con il sacro: l’originaria intitolazione alla Vergine Assunta non rispunta più, anche se la data resta quella della penultima domenica d’agosto. Dopo l’ultima guerra, la Fiera non ha più bisogno di essere specificata: resta soltanto Fiera oppure Fiera d’Agosto, sui manifesti, mentre continua ad essere chiamata Sagra dal popolo.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1883
luogoCastel d'Ario
titoloLa fiera d'agosto
descrizioneLa festa religiosa dedicata a Santa Maria Assunta, patrona di Castel d'Ario

Teatro sociale e società operaia di mutuo soccorso

Nel settembre 1870 si costituisce a Castel d’Ario una società di Mutuo Soccorso denominata Fratellanza Agricola-Artigiana. Presidente, fino al giugno 1876 quando muore all’età di 50 anni, è Nicola Marini; uno dei soci più autorevoli è Luigi Boldrini che, attraverso i suoi periodici, traccia il programma politico dell’avvicinamento delle classi con l’impegno a migliorare le condizioni morali e materiali dei contadini.

In foto un busto di Luigi Boldrini, opera dello scultore Carlo Cerati (1865-1948).

nome fileLuigi-Boldrini-colori-e1511878736349.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1870
luogoCastel d'Ario
titoloTeatro sociale e società operaia di mutuo soccorso
descrizioneOnestà - Fratellanza - Giustizia

La Gazzetta di Mantova, 7 Marzo 1870

“Dopo molti anni di abbattimento e di sdegnosa ripugnanza pei divertimenti, quest’anno la Dio mercè felicemente liberati dalla tirannia austriaca, abbiamo dimostrato il nostro giubilo e la nostra felicità per essere entrati in grembo alla patria comune… questi tre ultimi giorni di carnevale furono splendidissimi… ripetuti veglioni mascherati ebbero luogo nei nostri teatri e moltissime feste da ballo si tennero pure presso cospicue famiglie private e dal signor Prefetto”.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1870
luogoMantova
titoloLa Gazzetta di Mantova, 7 Marzo 1870
descrizioneLo spirito patriottico

Da Castellaro a Castel d’Ario

L’attuale toponimo risale al 1867 (prima si chiamava Castellaro), quando un Regio Decreto emanato dal Ministro dell’Interno ordinava di modificare i nomi di paese più diffusi, tra cui quello di Castellaro, onde evitare disguidi nella corrispondenza postale della nuova Italia unita. Fu il sindaco Luigi Boldrini, amico di Giosuè Carducci, che chiese al poeta di trovare un nuovo nome. Riferendosi al castello di epoca romana che la leggenda voleva essere stato fondato dal centurione Dario o Ario, Carducci propose il nome di Castel d’Ario, approvato il 27 febbraio 1867.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1867
luogoCastel d'Ario
titoloDa Castellaro a Castel d'Ario
descrizioneCarducci propose il nome di Castel d'Ario, approvato il 27 febbraio 1867

La Gazzetta di Mantova, 25 febbraio 1867

La Gazzetta di Mantova saluta la nascita in città di un comitato promotore che ha lo scopo di tenere in vita il Carnevale cittadino. Per quell’anno sono stati progettati una tombola, una cuccagna ed ‘altri pubblici sollazzi’.

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ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1867
luogoMantova
titoloLa Gazzetta di Mantova, 25 febbraio 1867
descrizioneA Mantova nasce un comitato per tenere in vita il Carnevale

La locandina del Carnevale di Mantova, 1867

nome filelocandina-Carnovale-di-Mantova-1867-e1511963903660.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
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data1867
luogoMantova
titoloLa locandina del Carnevale di Mantova, 1867
descrizioneSulla Gazzetta viene pubblicata la locandina del ‘Carnevale di Mantova 1867’ che sarà stampata dalla Tipografia di Luigi Segna e affissa in città