RITI

Category Archives — RITI

Un po’ di ristoro anche per i due sacerdoti

I due sacerdoti sono Don Giancarlo Fiorito e Don Gianbattista Chiari. Ogni anno, nel giorno delle Ceneri, il più giovane, Don Giancarlo, parte in auto da Sermide per andare a Mantova e partecipare alla liturgia quaresimale in Duomo presieduta dal Vescovo. Lungo il percorso, passando da Poggio Rusco, carica anche Don Gianbattista, che non guida, e che ha il medesimo obiettivo. Al ritorno decidono di fermarsi a Castel d’Ario e concedersi quel piatto di magro che, come dicevano, rappresenterà l’unico pasto della giornata.

nome file5-1981-e1511883765877.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
dataAnni '50
luogoCastel d'Ario
titoloUn po' di ristoro anche per i due sacerdoti
descrizioneDon Giancarlo Fiorito e Don Gianbattista Chiari partecipano alla festa

Il recinto con il passaggio per il pubblico

Della Bigolada 1952 e del suo successo fanno comunque fede le foto di Anselmo Remondini che ci mostrano la piazza gremita di gente in una assolata giornata di fine febbraio. Il recinto dei ‘bigoli’ è fatto di pali come quello dei cavalli e l’accesso alla distribuzione è una strettoia altissima fatta con assi da muratore. Un perentorio cartello avverte che è severamente vietato entrare nel recinto.

nome filee1511969978165
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1952
luogoCastel d'Ario
titoloIl recinto con il passaggio per il pubblico
descrizioneL'unico modo per gestire il flusso di gente è la creazione di un recinto

Una formazione dell’orchestra Sgarbi

I ‘bigoli’ della Liberazione
Oltre alla tradizione dei ‘bigoli’, ci sono le novità del dopoguerra: l’impianto sonoro della ditta Soragna (Felice Soragna continuerà a essere un noto radio riparatore fino agli anni ‘60) che diffonderà musica prima e dopo il concerto della banda e che darà la possibilità di utilizzare il microfono sia a ‘Dosio’ che al primo annunciatore: ‘Luciano sartor’. E ancora l’inaugurazione della pedana ‘Boston’ (che prende il nome da un ballo nordamericano, il boston, simile al valzer, ma più lento) al Teatro ‘Casa del Popolo’. Suonerà l’orchestra Sgarbi, che avrà grande notorietà nel mantovano fino alla fine degli anni ’60 e che si avvarrà anche di musicisti casteldariesi.

nome file1-2-e1511971350605.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1946
luogoCastel d'Ario
titoloUna formazione dell'orchestra Sgarbi
descrizioneL'orchestra nota fino agli anni '60 si avvale anche di musicisti casteldariesi

L’angolo destro della piazza

L’ambientazione è rimasta immutata da decenni. La festa si svolge nell’angolo destro della piazza principale verso Mantova, nel triangolo delimitato dalla statale, dalla Via XX settembre che va alla chiesa e poi al castello e dalla fila dei portici bassi, rovinati nella loro parte terminale da una ristrutturazione avvenuta una quarantina di anni fa.

nome file2-2.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
dataAnni '20
luogoCastel d'Ario
titoloL'angolo destro della piazza
descrizioneL’ambientazione è rimasta immutata

La piazza nel 1933

Il 1933 sarà un anno che trasformerà il centro del paese. Per far posto alla nuova strada statale asfaltata, che attraverserà la piazza longitudinalmente, sarà abbattuto il monumento a Garibaldi posto di fronte al Municipio. Sarà così delimitato ancor meglio quell’angolo di piazza che ospiterà la Bigolada fino ai nostri giorni.

nome file1-1-1-e1511969280323.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1933
luogoCastel d'Ario
titoloLa piazza nel 1933
descrizioneLa piazza assume l'aspetto che ha oggi

Dal ‘Bigolo Re’ alla ‘Bigolada’

All’inizio per la festa non fu coniato alcun nome e così fu per molti anni, fino al 1928 in cui si iniziò a parlare della festa di ‘Bigolo Re’. Nel 1929 il preannuncio del nome: l’articolista della ‘Voce’ scrive che “anche quest’anno verrà organizzata la tradizionale ‘Bigolata’ (distribuzione di ‘bigoli’ a gratis) mercoledì 1 marzo primo giorno di Quaresima”. Ai problemi d’ordine pubblico nel 1935 si aggiungono quelli che si profilano nell’orizzonte politico dell’Italia. Il prefetto doveva aver manifestato, negli ultimi anni, la sua attenzione e probabilmente la sua preoccupazione per la festa casteldariese del primo giorno di Quaresima ed allora il podestà ritiene di mettere le mani avanti informando preventivamente ‘Sua Eccellenza il Prefetto’ della festa che si stava organizzando a Castel d’Ario per mercoledì 6 marzo 1935, ed è proprio il prefetto a suggerire il nome, ritenuto il più neutro possibile, di ‘Bigolada’.

Foto anni ’70

nome file4-e1511883317254.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1928
luogoCastel d'Ario
titoloDal 'Bigolo Re' alla 'Bigolada'
descrizioneIl Prefetto suggerisce il nome 'Bigolada'

 

Il condimento

Finalmente nel 1925 viene scritto con cosa saranno conditi i bigoli: con sardelle della rinomata ditta Pinelli, che effettivamente era la ditta proprietaria della salumeria – drogheria posta nell’edificio appena al di là dello spazio riservato alla festa (e continuerà ad esserlo ancora per molto tempo con la famiglia Ligabò e sarà poi trasformata negli anni ’90 in una rosticceria dal nome in parte stravagante di ‘Kiss Magna – La tavola del Re’) e con olio d’oliva (marca Oleoblitz, che in realtà era un olio per motori) fornito dalla ditta Cilindrin, anche questa una drogheria esistente sul lato opposto della piazza a fianco del municipio, condotta fino agli anni ’70 dai signori Carnevali, il cui fondatore trasmise anche il soprannome assegnatogli di Cilindrin. Lo scherzoso riferimento alla marca dell’olio d’oliva era forse dovuto al fatto che nella drogheria si vendeva proprio di tutto, anche l’olio per motori, dal momento che davanti al negozio era installata una piccola pompa di benzina.

Foto anni ’70

nome file7-1983-e1511970080375.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1925
luogoCastel d'Ario
titoloIl condimento
descrizioneSardelle e olio d'oliva, pochi ingredienti per un piatto alquanto gustoso

La ricetta

Ingredienti
– bigoli
– sarde fresche
– 2 spicchi d’aglio
– olio d’oliva extra vergine

Procedimento
Mettete in una pentola un po’ di olio d’oliva con l’aglio tritato finemente, lasciare imbiondire ma non troppo. Aggiungete le sarde fresche, precedentemente lavate, tolte le lische, tritare finemente. Rosolate il composto senza mai raggiungere la piena cottura che si otterrà solo saltando i bigoli. Nel frattempo mettete a bollire la pasta senza arrivare alla completa cottura. Versate la pasta al dente nella padella e saltare il tutto con il composto di sarde e bagnate con un po’ di olio extra vergine d’oliva.

nome file6-1974-e1511970030286.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo anonimo (Archivio Correzzola)
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
dataFoto anni '70
luogoCastel d'Ario
titoloLa ricetta
descrizionePochi ingredienti e semplici passaggi per una gustosa ricetta

La fiera d’agosto

La Fiera d’Agosto, che occupa quattro giorni comprensivi della penultima domenica del mese, ha origini antiche. A Castel d’Ario la patrona è Santa Maria Assunta, titolare della chiesa parrocchiale: chiesa che esiste almeno a partire da inizio Quattrocento (l’edificio attuale è però di metà Settecento). Ma la Fiera nesce vario tempo dopo, per trovare informazioni precise bisogna arrivare al Settecento, quando risulta essere ormai tradizione la Fiera come festa profana: continuazione di quella religiosa, ma spostata a una data successiva per ragioni di convenienza. Sino alla fine del Settecento, la Fiera si tiene nella Piazza dell’Olmo (attuale Piazza Garibaldi), il Comune paga l’allestimento dei quartieri per i soldati che devono sorvegliare di giorno l’afflusso di espositori e visitatori e di notte l’incolumità delle mercanzie per tutta la durata della Fiera, sospesa solo in caso di epidemie. Nel primo Ottocento, sotto il governo austriaco, vengono stabilite regole precise, è sempre organizzata dal Comune e dura di solito quattro giorni, inclusa la domenica. A partire dall’unità di Italia, la Fiera perde ogni legame con il sacro: l’originaria intitolazione alla Vergine Assunta non rispunta più, anche se la data resta quella della penultima domenica d’agosto. Dopo l’ultima guerra, la Fiera non ha più bisogno di essere specificata: resta soltanto Fiera oppure Fiera d’Agosto, sui manifesti, mentre continua ad essere chiamata Sagra dal popolo.

nome file1-1-e1511883552868.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1883
luogoCastel d'Ario
titoloLa fiera d'agosto
descrizioneLa festa religiosa dedicata a Santa Maria Assunta, patrona di Castel d'Ario

Da Castellaro a Castel d’Ario

L’attuale toponimo risale al 1867 (prima si chiamava Castellaro), quando un Regio Decreto emanato dal Ministro dell’Interno ordinava di modificare i nomi di paese più diffusi, tra cui quello di Castellaro, onde evitare disguidi nella corrispondenza postale della nuova Italia unita. Fu il sindaco Luigi Boldrini, amico di Giosuè Carducci, che chiese al poeta di trovare un nuovo nome. Riferendosi al castello di epoca romana che la leggenda voleva essere stato fondato dal centurione Dario o Ario, Carducci propose il nome di Castel d’Ario, approvato il 27 febbraio 1867.

nome file1-e1511883184247.jpg
ricercatoreClelia Balletta
fotografo Archivio Correzzola
dati tecniciScanner Epson Perfection 4990 photo
data1867
luogoCastel d'Ario
titoloDa Castellaro a Castel d'Ario
descrizioneCarducci propose il nome di Castel d'Ario, approvato il 27 febbraio 1867